SOLIDARIETA' AI LAVORATORI DEL PORFIDO LICENZIATI

In questi mesi si sussegue lo stillicidio di licenziamenti nel settore del porfido ed i più colpiti, fino ad ora, sono i lavoratori extracomunitari.
Pensiamo sia giunto il momento di rompere il silenzio e dar voce alla giusta indignazione verso comportamenti socialmente irresponsabili.
Com'è possibile, infatti, cancellare quasi 200 posti di lavoro in un anno senza aprire un confronto serio con i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali ?
Se il porfido è una risorsa della collettività, come mai gli amministratori locali non intervengono a tutela dell'interesse collettivo, quale appunto è il diritto al lavoro ?
Un diritto che vale per i lavoratori italiani ma anche per i lavoratori provenienti da Paesi extracomunitari che, come i nostri emigranti un tempo, hanno affrontato lo sradicamento dai loro Paesi ed il difficile inserimento nelle nostre comunità per dare un futuro dignitoso ai propri figli !
Si tenga presente che senza i bambini delle famiglie macedoni, arabe, cinesi, ecc., molte scuole dei nostri paesi chiuderebbero i battenti con un grave impoverimento delle comunità locali.
Facciamo pertanto appello ai lavoratori italiani affinchè respingano la propaganda razzista e la diffidenza nei confronti dei loro compagni di lavoro non italiani, una propaganda volta a dividere e con ciò ad indebolire i lavoratori.
Rivolgiamo il nostro appello anche al Sindacato affinchè abbandoni la strada fin qui seguita della risposta individuale ai licenziamenti e, confrontandosi con i lavoratori, cerchi di impostare una battaglia collettiva contro i licenziamenti.
Ci appelliamo anche agli imprenditori affinchè si assumano la loro parte di responsabilità sociale, evitando di trattare i lavoratori come semplici numeri per cercare di vedere le persone e le loro famiglie.
Chiediamo pertanto alle imprese di assumersi, a maggior ragione in questo difficile momento, la propria parte di responsabilità sociale aprendo una trattativa con i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali.
A tutti vogliamo ricordare che una persona degna non può dormire tranquilla mentre il suo vicino di casa è affamato!
Albiano-Lases-Fornace, 29 giugno 2009 c.i.p.



